Il green pass della discordia

Clima incandescente sul famoso lasciapassare verde che molti vorrebbero obbligatorio per consentire di contrastare la diffusione del Covid, anche se non si riesce a capire bene come un’attestazione, in mancanza di dati emergenziali oggettivi, possa riuscire laddove non sembrano farlo in maniera totale neanche i vaccini.

A favore dell’introduzione di provvedimenti restrittivi ci sono, oltre ovviamente ai volti noti, televisivamente parlando, della virologia nazionale, gran parte dei partiti del centro sinistra capitanati dal segretario del Pd Letta che, a margine della festa de l’Unità di Roma, dichiara : “Io sono tra quelli che è favorevole all’obbligo vaccinale. Non è una cosa che non esiste, esiste e ci sono già obblighi vaccinali. Non stiamo inventandoci una cosa nuova. Con quello che è successo in questo anno e mezzo, io francamente mi chiedo cos’altro dobbiamo aspettare”.

Subito gli fa eco il professor Franco Locatelli, presidente dell’Istituto superiore di sanità e coordinatore del Cts, che, in un’intervista a “la Repubblica”, dice : “Si’ al Green pass nei locali al chiuso, anche al ristorante, e massimo impegno per aumentare le coperture del personale scolastico. Quanto alle discoteche, potrebbe non essere ancora il momento giusto per riaprirle. Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento”.

Di pare opposto il leader della Lega, Matteo Salvini che non ha esitato a definire l’allargamento dell’obbligo una “cazzata pazzesca”, aggiungendo, portando ad esempio il figlio ma pensando ai giovani in generale, “Mi rifiuto di vedere qualcuno che lo insegue con un tampone o una siringa. Prudenti sì, terrorizzati no”

Dall’opposizioneFratelli d’Italia si dice assolutamente contrario a qualsiasi provvedimento che preveda un “obbligo nascosto” di vaccinazione.

Non poteva mancare la dichiarazione di Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova che, commentando le interviste di Matteo Salvini e del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, che si sono detti contrari alla vaccinazione obbligatoria per alcune fasce di età non considerate a rischio, in virtù di un non ben precisato ruolo, ad Adnkronos salute, dice : “alcune affermazioni non andrebbero fatte dai politici, ma bisognerebbe chiederlo ai medici e ai sanitari”.

La settimana è appena iniziata ma, nonostante le bizze metereologiche, si prevede decisamente calda.

(Pubblicato su “La Tribuna di Roma” – 19/07/2021)