Indi Gragory è deceduta

La piccola Indi Gregory, alla quale erano stati staccati da alcune ora i macchinari di sostegno vitale, è deceduta.

“La vita di Indi è finita all’01:45, io e Claire siamo arrabbiati, con il cuore spezzato, pieni di vergogna. Il servizio sanitario nazionale e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno tolto anche la dignità di morire nella casa di famiglia a cui apparteneva. Sono riusciti a prendere il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendere la sua anima. Sapevo che era speciale dal giorno in cui è nata, hanno cercato di sbarazzarsi di lei senza che nessuno lo sapesse ma io e Claire ci siamo assicurati che sarebbe stata ricordata per sempre”, queste le parole con le quali Dean, il papà della neonata, ha comunicato ai suoi avvocati la morte della figlia.

Indi lo scorso 6 novembre, durante un Consiglio dei Ministri convocato con urgenza, aveva ricevuto la cittadinanza italiana che, nelle intenzioni dei genitori e del Governo italiano, le avrebbe permesso il trasferimento all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma dove i medici si erano resi disponibili alla somministrazione delle terapie palliative. Di diverso avviso, sin dal primo momento, erano invece i medici del Queen’s Medical Centre dell’università di Nottingham che, forti del via libera dato dai giudici della Corte d’appello di Londra, hanno eseguito le procedure di distacco dai dispositivi e fatto trasferire la bimba in un hospice.

La piccola era affetta da una grave malattia mitocondriale per la quale “non esiste una cura e per alcune mutazioni ultra-rare e gravi come quella di Indi, non sono disponibili terapie in grado di rallentare il decorso della malattia”, dice Marco Marmotta, Presidente Mitocon, l’organizzazione di riferimento in Italia per le persone affette da malattie mitocondriali.

Le normative del sistema sanitario nazionale britannico (NHS), per i casi in cui una malattia sia limitante della vita del paziente e non sussitano possibilità di trattamento, miglioramento e cura disponibili, ritengono non etica la somministrazione di interventi medici che possano causare ulteriore dolore al paziente e, “nel miglior interesse del bambino/a”, la volontà dei genitori non può essere tenuta in cosiderazione.

“Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, tutto il possibile. Purtroppo non è bastato. Buon viaggio piccola Indi”, le parole di commiato della Premier Giorgia Meloni.

(Pubblicato su La Tribuna di Roma il 13.11.2023)