La Stanza dell’Anima

Amelie. Diario di una psicoterapia è un saggio ma sembra un romanzo, il romanzo di una storia, quella che Amelie, nome fittizio ma protagonista reale, racconta al suo psicoterapeuta scrivendogli email ad ogni fine seduta per cristallizzare le consapevolezze emerse nell’incontro. Nasce così un libro che permette al lettore di sbirciare e origliare dietro la porta della stanza dell’anima, li dove inconfessabili fragilità trovano un ascolto scevro da giudizi. In questo spazio Amelie leva la maschera e analizza la sua omosessualità e il rapporto con la madre che la rifiuta e con un padre che lei stessa svaluta.

Tutto ciò permette di comprendere a fondo cosa avviene in un processo terapeutico di trasformazione e crescita e come questo, attraverso lo sviluppo della consapevolezza, della responsabilità e della capacità di osservare le cose da nuovi punti di vista, possa favorire un cambiamento rimuovendo i blocchi, gli ostacoli e le resistenze che limitano i nostri processi evolutivi naturali, la nostra autoregolazione organismica. Qui e ora avviene la nostra vita, e Amélie si rende conto di come abbia permesso al passato di continuare a influenzare il presente, così come l’inesistente futuro ad angosciarlo.

Solo nell’attimo presente ritrova pace, equilibrio e la capacità di viverlo. Cambiano così i suoi punti di vista, le relazioni, le dinamiche familiari, i suoi interessi, gli obiettivi, non senza difficoltà ne conflitti tra il restare Bambina alla ricerca di una mamma buona, e il lasciarsi andare verso l’Adulta consapevole e responsabile delle proprie potenzialità. Come in un romanzo, suggerendo libri da leggere, film da vedere e musica da ascoltare, racconta quattro anni della propria esistenza fino ad arrivare ad un colpo di scena finale, la scoperta di un segreto di famiglia, che non metterà fine al suo viaggio, dandole invece l’opportunità di aprirlo verso altri orizzonti e a sempre nuove e continue scelte, così come è la vita.