Lazio, la “base” storica della Lega chiede a Salvini la testa di Durigon e del suo cerchio magico

Dopo la tempesta elettorale che ha travolto la Lega laziale non accennano a placarsi le polemiche sopratutto nella “base” dove i malumori a lungo celati nei confronti della gestione regionale del partito colpevole di aver messo all’angolo gran parte dei coordinatori e degli iscritti che con grande impegno avevano costruito quello che fu il movimento Noi con Salvini e che, divenuto successivamente Lega per Salvini premier, aveva portato ad ottimi risultati elettorali fino ad oltre il 30% delle Europee. La protesta, partita dalla provincia di Viterbo, si sta allargando a macchia d’olio e a finire sul banco degli imputati è il coordinatore regionale del partito Claudio Durigon, eletto nuovamente in Senato grazie, sopratutto, all’elettorato di Fratelli d’Italia, reo, a quanto si apprende, di aver epurato l’apparato precedentemente messo in piedi dal senatore Gian Marco Centinaio, allora coordinatore del Lazio, per favorire i suoi accoliti ai quali, addirittura, è stata regalata la tessera di militante, che permetterà loro di aver voce in capitolo nei congressi provinciali e regionali blindando di fatto la posizione di Durigon e dei suoi fidi scudieri, possibilità negata a chi la militanza la fa sui territori dal lontano 2014.

A tal proposito riceviamo e pubblichiamo la lettera di protesta inviata, a mezzo stampa, al Segretario Matteo Salvini:

“È facile criticare dopo una sconfitta. Sono tutti “allenatori” da bar dello stadio. Però ci duole ammettere che qualcosa non ha funzionato, in Italia ma soprattutto nella nostra amata Regione Lazio e nella nostra Provincia, Viterbo.
Come simpatizzanti abbiamo iniziato questa avventura Leghista partendo da zero, per arrivare, dopo pochi anni, a cifre iperboliche. La provincia di Viterbo si è sempre distinta per gli ottimi risultati ottenuti sul Territorio della Tuscia Viterbese. Spesso superiori ad altre nobili Province limitrofe. Nel 2018 nel Lazio la Lega ottenne alle politiche il 16,44%, il 25 settembre 2022 nel Lazio la Lega ha ottenuto il 6,11%, perdendo sul Territorio oltre il 62% del proprio Elettorato. Alle Europee del 2019 (solo tre anni fa, non 30!) la Lega ottenne nel Lazio il 32,66%, con una perdita in termini di consensi, confrontata con le politiche 2022, stimata intorno al -77,16% del proprio Elettorato. A Viterbo, dal 42% raggiunto alle Europee, dopo solo 3 anni, si è scesi alle recenti amministrative di tre mesi fa al 5%!!!
A livello Nazionale invece la Lega nel 2018 ottenne il 17,37%, mentre sempre alle recenti politiche nazionali l’8,81% circa, con una perdita di consensi stimata intorno al -49,28% del proprio Elettorato. Potremmo continuare ma preferiamo soffermarci sulle cause che hanno contribuito a delineare questa clamorosa sconfitta. Molteplici cause, locali e nazionali, di strategia politica e di alleanze unite ad una mancanza di comunicazione territoriale senza precedenti. Al Segretario Nazionale rivolgiamo ancora una volta l’invito ad ascoltare la Base della Lega ,il Territorio, senza i “nobili filtri” dei potenti locali. Chiediamo altresì che venga azzerata la Direzione regionale della Lega Lazio con le dimissioni del Coordinatore Regionale Claudio Durigon e le dimissioni del Coordinamento Provinciale della Lega Viterbo che in questi ultimi 3 anni, i vari Coordinatori e Vice Coordinatori Provinciali si sono resi rei di aver “dimenticato il Territorio” e, per ultimo ma non ultimo, per aver azzerato a 30 giorni dalle Elezioni del 25 settembre 2022 l’Organigramma della Lega Territoriale revocando, inspiegabilmente, tutti i Coordinatori Comunali della Provincia di Viterbo, azzerando ogni contatto diretto con il Territorio. Altre iniziative assai discutibili saranno da Noi rappresentate al Sig. Segretario Nazionale, Matteo Salvini, se avrà almeno il tempo per incontrarci. Nulla è perduto, se si vuole porre rimedio. Ma certo non aiuta la nota del Consiglio Federale sulla fiducia ai Governatori, ” -ripartendo anche dall’ascolto del territorio e dalla
valorizzazione dei tanti amministratori a partire dai governatori”. “Ripartendo anche dall’ascolto” è un’ammissione di colpevolezza nell’aver abbandonato il Territorio. Speriamo che non sia la solita chiusura a riccio che non ci piace. Non è questo il modo di “interagire’ con il Territorio”, non è una buona ripartenza. Chi sbaglia paga. Governatore o non Governatore si deve valorizzare chi merita. Ed i numeri parlano chiaro.

(Pubblicato il 28.9.2022 su Paese Roma)