“Le variazioni nascono come reazione ai vaccini”, bufera su Salvini, ma ha veramente torto?

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Il problema non sono i non vaccinati, ma il virus che varia. Le variazioni nascono come reazione ai vaccini. In Israele sono tutti vaccinati e il virus sta girando tra migliaia di persone. Io invito, non obbligo tutti a vaccinarsi, ma servono i tamponi, gratuiti per chi non se lo può permettere”, questa la frase pronunciata dal Leader della Lega Matteo Salvini in un’intervista a La7 che ha scatenato un vespaio di polemiche.

“Salvini è totalmente irresponsabile. Non si può parlare a vanvera contro ogni evidenza scientifica. La sua presenza al Governo sta frenando l’azione virtuosa di Draghi. La Lega sta facendo opposizione no vax, esca dal Governo, non è compatibile con Draghi”, tuona il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem Matteo Ricci.

A stretto giro di posta arriva, tramite twitter, anche la risposta di Roberto Burioni che, postando la frase di Salvini, scrive : “Voi capite perché sono scoraggiato?”

Anche la Federazione Nazionale degli ordini dei medici ha tenuto a ribadire il concetto che i vaccini non causano le varianti, anche se,afferma, non possono arginare da soli l’ondata d’infezione di Covid.

Ma è veramente così lontana dalla verità l’affermazione fatta da Salvini o, come spesso accade, ci si trova di fronte, ancora una volta, a teorie in evidente contradditorietà ?

Sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità, tra le ipotesi che potrebbero favorire una mutazione del virus, leggiamo di una “pressione selettiva esercitata dalla risposta immunitaria, da farmaci o da vaccini […] Sotto l’azione dei vaccini, o anche dei farmaci, che tendono a ridurre la sua moltiplicazione, è più probabile che quegli errori casuali (mutazioni) che danno al virus variato maggiori probabilità di resistere all’attacco degli anticorpi o all’azione dei farmaci antivirali, prendano il sopravvento. Questo risulta in un’accelerazione del naturale cambiamento (evoluzione) del virus”.

Ricordiamo quando lo stesso Burioni, citando un suo studio pubblicato nel mese di giugno su Nature disse : “A un certo punto della pandemia è arrivato in tempo record, per la prima volta nella storia dell’uomo, un vaccino molto efficace. A questo punto la variante conveniente per il virus non è più solo quella che si diffonde di più, ma anche quella che riesce a infettare i già vaccinati.Una simile variante, in assenza di vaccino, non avrebbe alcun vantaggio e non emergerebbe mai. Ma in presenza di vaccinati potrebbe emergere. Quindi, in un certo senso, è la vaccinazione a tappeto a creare le condizioni nelle quali un virus resistente potrebbe emergere. Però”, aggiunge, “non fate l’errore di considerare questo un effetto negativo dei vaccini. Senza vaccini la variante non potrebbe emergere, semplicemente perché troverebbe la strada libera verso il contagiare tutto il mondo. Il vaccino è un ostacolo che il virus prova a superare con una variante. Ci riuscirà? Questo non possiamo saperlo”.

Anche il il microbiologo Andrea Crisanti, notoriamente favorevole alla vaccinazione, il 19 aprile 2021, in una dichiarazione alla trasmissione Uno Mattina, ripresa poi da diverse agenzie (qui), disse:
“La probabilità che una variante emerga è direttamente proporzionale al livello di trasmissione. Se a questo dato sovrapponiamo la vaccinazione si crea la situazione in cui si selezionano le varianti resistenti al vaccino. Non si vaccina con alti livelli di trasmissione, questo è l’Abc della genetica. Più c’è moltiplicazione virale più crescono le probabilità che aumentino varianti e che possa emergere una variante resistente al vaccino. Non si vaccina in presenza di varianti, perché sarebbe come trattare una persona affetta da un’infezione batterica con un basso livello di antibiotici o addirittura con antibiotici sbagliati. Così si selezionano le varianti resistenti, è inevitabile”.

Nel mese di maggio, il virologo premio Nobel nel 2008, Luc Montagnier dell’Istituto Pasteur, disse in un’intervista in Francia : “Sto facendo esperimenti all’Istituto con pazienti che si sono ammalati di Covid dopo essere stati vaccinati. Vi mostrerò che stanno creando le varianti resistenti al vaccino. Sono gli anticorpi prodotti dal virus che permettono a un’infezione di diventare più forte. […] È chiaro che le nuove varianti si formano […] a causa della vaccinazione”.

Anche il virologo belga Geert Vanden Bossche, in una lettera all’Organizzazione mondiale della sanità e al Summit sui vaccini in Ohio, avvertì che, poiché i vaccini contro il Covid-19 non hanno la capacità di uccidere rapidamente il virus, creano un terreno fertile per le varianti. A questo punto il virus ha il tempo di adattarsi e mutare, portando a varianti potenzialmente infinite.

La tempesta perfetta di un sistema immunitario innato inadatto e vaccini Covid-19 inefficaci contro virus mutanti sempre più virulenti di loro creazione, vedrà quindi quelli precedentemente infettati da Covid-19 e gli stessi vaccinati soccombere all’infezione dalle varianti”, ha dichiarato Bossche, aggiungendo che “i vaccinati sono particolarmente a rischio poiché gli anticorpi specifici a lunga vita prodotti dalla vaccinazione sono particolarmente abili nell’inabilitare gli anticorpi generali dell’organismo”.

Uno studio, non sottoposto a revisione paritaria, è arrivato dall’Università di Tel Aviv in Israele e dai Clalit Health Services, i quali, dopo aver osservato un campione di 800 persone infettate da Covid-19, delle quali 400 precedentemente sottoposte a vaccinazione e 400 non vaccinate, hanno scoperto che i vaccinati con due dosi di Pfizer, avevano contratto la variante sudafricana con un’incidenza otto volte superiore a quella dei non vaccinati.

Un rapporto dell’intelligence delle forze di difesa israeliane (pdf), stilato nel mese di gennaio per il Coronavirus National Information and Knowledge Center, ha riferito che la vaccinazione di massa della popolazione israeliana potrebbe aver creato una mutazione resistente ai vaccini, avvertendo, altresì, che «la campagna di vaccini di massa che si svolge parallelamente all’epidemia attiva in Israele può portare a una ‘pressione evolutiva’ sul virus».

Di parere opposto sono i ricercatori di uno studio pubblicato sul “New England Journal of medicine”, i quali affermano che, le varianti in grado “di eludere la risposta immunitaria sono emerse ben prima che i vaccini fossero distribuiti su larga scala”, osservando, tuttavia, che un’immunità parziale, come quella data dagli attuali vaccini, potrebbe aver contribuito allo sviluppo delle varianti.

Tantissime le teorie che sembrano essere agli antipodi, ma tutte sembrano concordi sul fatto che, in presenza di immunità parziale, come quella derivante dall’attuale vaccinazione, le mutazioni del virus hanno sempre un notevole vantaggio.

Alla luce di tutto questo, chi, arrogandosi il diritto di possedere verità che non esistono, può permettersi di etichettare come no vax chiunque, in maniera lecita, si pone dei legittime dubbi ?

(Posted on Settembre 11, 2021 – La Tribuna di Roma)

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