Pediatri: “contro il mal d’auto no ai videogiochi in viaggio”

Il mal d’auto è un disturbo molto frequente tra i 3 e i 12 anni.

Per evitarlo è bene partire di buon ora quando il bambino ha ancora sonno, guidare senza troppe accelerazioni, mantenere l’ambiente fresco, distrarre il bimbo cantando ed evitare l’utilizzo di videogiochi. A indicarlo sono gli esperti dell‘Ospedale bambino Gesù di Roma da cui, in vista delle ferie arriva un vademecum per vacanze sicure insieme ai bambini.

Pallore, sbadigli, sudorazione fredda, malessere, senso di nausea spesso seguito da vomito sono i sintomi del mal d’auto e mal di mare, disturbo dovuto a una ipersensibilità del centro dell’equilibrio (labirinto), situato nell’orecchio interno che, in bambini predisposti, sollecita più del dovuto il sistema neurovegetativo. In chi ne soffre, lo scorrere visivo del paesaggio laterale provoca stimoli contraddittori, rispetto al corpo che è fermo. Per questo è utile invitare il bimbo a guardare la strada davanti. Nei viaggi più lunghi, su prescrizione del pediatra, si può somministrare un farmaco specifico ma “ha effetti positivi e nessun effetto collaterale” anche l’uso degli appositi braccialetti basati sulla compressione di un punto specifico del polso.
    In vacanza, ricordano i pediatri, bisogna far attenzione ad evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde. In particolare andrebbe evitata del tutto in neonati al di sotto dei 6 mesi, mentre tra i 6 mesi e i 2 anni è consigliabile evitare l’esposizione tra le 10.30 e le 18.30. È sconsigliabile anche far fare il bagno al mare al di sotto dei 6 mesi poiché la delicata pelle del bimbo sarebbe esposta troppo precocemente al sole.
    Per le vacanze al mare, la tipica paura dei genitori è l’incontro con meduse e tracine: nel caso in cui avvenga, applicare, senza frizionare, sabbia o acqua calda per disattivare la tossina, poi detergere con acqua salata e applicare gel al cloruro di alluminio al 5% ma non l’ammoniaca.
    Per quanto riguarda la montagna, un bambino sano ha la stessa tolleranza di un adulto per l’alta quota. Ma sotto i 3 mesi di vita è “sconsigliabile portarli in alta montagna in quanto vi è ancora una immaturità polmonare”. 

(ANSA)