Penna: “Assumere i detenuti è dare loro una seconda possibilità”

Interessante intervista rilasciata al giornale Moneytrend dall’avvocato Alessandro Penna di Roma da tempo impegnato sul tema lavoro per i detenuti ed ex detenuti.

“I detenuti in semilibertà hanno la possibilità di iscriversi a specifiche liste di collocamento e le aziende interessate ad assumerli possono consultarle, per inviare la loro offerta di lavoro. Il direttore del carcere ha il compito di redigere un programma di lavoro da presentare al magistrato di sorveglianza per l’approvazione. Il programma di lavoro prevede degli orari con rigidi limiti di uscita e di rientro, oltrepassandoli, si innescano sanzioni disciplinari o il reato di evasione, a seconda della quantità di tempo che è stato fuori dal carcere senza autorizzazione”, dice l’avvocato aggiungendo, parlando di possibili recidive criminali, che “In realtà è abbastanza improbabile che un semilibero commetta reati perché perderebbe tutti i benefici ottenuti grazie alla semilibertà e basta veramente poco per la revoca. Nello specifico è sufficiente una “condotta non idonea alla semilibertà” per avere un’interruzione in via provvisoria del beneficio, prima ancora di avere l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza, inoltre in caso di revoca della semilibertà il periodo in cui ha goduto del beneficio, dovrà essere scontato in carcere aggiungendosi alla pena. Sostanzialmente in questo regime il detenuto ha interesse a mantenere un comportamento appropriato a regolare”.

“Al di là dell’importanza di dare una seconda opportunità alle persone, molti datori di lavoro potrebbe essere interessati esclusivamente alle agevolazioni fiscali. La legge prevede un credito di imposta da trecento a settecento euro mensili a favore di chi assume detenuti, non entro nei tecnicismi, c’è una serie di condizioni per determinare l’importo esatto, nelle cooperative sociali c’è addirittura la possibilità di avere le aliquote INPS e INAIL quasi azzerate, tale norma è a favore delle persone svantaggiate, categoria in cui rientrano non soltanto i detenuti ma anche invalidi, tossicodipendenti, alcolisti …”, conclude Penna.

(Pubblicato il 9.9.2023 su Paese Roma)