Quando l’aspartame diventa cancerogeno

L’aspartame è stato classificato come possibilmente cancerogeno per l’uomo e la dose giornaliera consentita per ridurre l’incidenza del rischio è di 40 mg/kg di peso corporeo. Lo dice un rapporto dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura, che è stato pubblicato oggi.

Che cos’è l’aspartame?

L’aspartame è un dolcificante artificiale ampiamente utilizzato in vari prodotti alimentari e bevande, a partire dagli anni ’80, tra cui bevande dietetiche, gomme da masticare, gelatina, gelati, prodotti lattiero-caseari come lo yogurt, cereali per la colazione, dentifricio e farmaci come gocce per la tosse e vitamine masticabili. La presenza dell’aspartame in numerosi prodotti alimentari di tipo industriale sviluppa oggi un business da 12 miliardi di euro nel mondo. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione della valutazione che ha definito il dolcificante come potenzialmente cancerogeno.

Riconoscibile nelle etichette dei prodotti dalla sigla E951 – spiega Coldiretti – l’aspartame è usato come dolcificante artificiale nei prodotti dietetici anche se nel corso degli anni è stato al centro di numerosi dubbi che hanno messo in discussione la capacità di tali alimenti di far perdere peso nonché di polemiche sui potenziali rischi legati al suo consumo esponendo consumatori meno attenti, spesso i più piccoli, a effetti cumulativi.

I rischi e benefici dell’aspartame

“È diffusa l’idea che consumare dolcificanti possa portare un beneficio, per esempio al controllo dell’obesità, però non è così; a lungo termine non c’è un non c’è un apporto positivo dettato dal consumo dei dolcificanti contenuti in questi alimenti”, ha dichiarato Francesco Branca direttore del Dipartimento della nutrizione e sicurezza alimentare dell’OMS. “Il cancro è una delle principali cause di morte a livello globale; ogni anno, 1 persona su 6 muore di cancro; la scienza è in continua espansione per valutare i possibili fattori iniziali o facilitanti del cancro, nella speranza di ridurre questi numeri e il tributo umano; a tal proposito è stato condotto lo studio sull’aspartame”, ha continuato Branca.

La IARC ha classificato l’aspartame come possibilmente cancerogeno per l’uomo, sulla base di prove limitate per il cancro nell’uomo, in particolare, per il carcinoma epatocellulare, che è un tipo di cancro al fegato. Il JECFA ha concluso che i dati valutati non indicano ragioni sufficienti per modificare la dose giornaliera accettabile precedentemente stabilita a 40 mg/kg di peso corporeo per l’aspartame.

“La dose giornaliera consigliata dell’assunzione di aspartame, che è di circa 40 mg per kg di peso corporeo, cioè di 2800 mg per un individuo di 70 kg, riduce notevolmente il rischio di cancro a livelli minimi ma non lo porta a zero”, ha commentato Branca. “I consumatori occasionali di prodotti che contengono dolcificanti hanno sicuramente un rischio molto basso anche se non nullo, quelli che si avvicinano a questo limite di sicurezza destano maggiore preoccupazione”, ha affermato Branca.

“Consumi piuttosto elevati di bevande contenenti l’aspartame possono essere rischiosi; considerando il contenuto, per esempio nelle bevande gassate, dove a seconda del prodotto, una lattina può contenere dai 200 a 300 mg, è ritenuto pericoloso il consumo di oltre 9 lattine al giorno, circa 3 litri di bevande”, ha precisato Branca. I dubbi e le preoccupazioni su un dolcificante artificiale come l’aspartame, in commercio da quaranta anni, devono indurre i consumatori alla prudenza e al rispetto dei limiti indicati riguardo al suo consumo.

“La maggior parte dei consumatori si mantiene abbastanza al di sotto del limite stabilito ma quello che ci sentiamo di raccomandare come OMS è di limitarne i consumi”, ha raccomandato Branca. “Il consiglio – ha spiegato Coldiretti – è quello di preferire al suo posto zuccheri naturali, dal miele allo zucchero fino alla stevia, mentre per i prodotti industriali sono preferibili quelli contenenti fruttosio, che è lo zucchero naturale della frutta”. “Le valutazioni sull’aspartame hanno indicato che, sebbene la sicurezza non rappresenti una preoccupazione importante nelle dosi comunemente utilizzate, sono stati descritti effetti potenziali che devono essere indagati con studi più approfonditi e di migliore qualità”, ha concluso Branca.

(AGI)